.jpg)
Attualità
Minervino esclusa dai fondi montani, Bevilacqua: «Il fallimento di Mancini, Rizzi e governo nazionale»
La nota del candidato sindaco alle amministrative 2026
Minervino - mercoledì 15 aprile 2026
11.12 Comunicato Stampa
A seguito dell'esclusione di Minervino dall'elenco dei comuni montani, il candidato sindaco Massimiliano Bevilacqua è intervenuto sulla questione con una nota. Di seguito riportiamo il testo integrale:
«Sulla classificazione dei Comuni montani si è consumato un fallimento politico grave, che ha nomi e cognomi precisi. Il Governo ha ridefinito i criteri con la legge n. 131/2025 e con il successivo DPCM attuativo, riscrivendo parametri fermi addirittura al 1952. Il risultato? Minervino Murge è stata esclusa: fuori dai fondi, dalle agevolazioni e dalle politiche nazionali per la montagna.
E oggi qualcuno prova a nascondersi dietro il commissariamento. Una giustificazione inaccettabile e, francamente, offensiva per l'intelligenza dei cittadini.
La realtà è un'altra: l'ex sindaca Mancini era pienamente in carica dal 31 ottobre 2024 – data di incardinamento del disegno di legge alla Camera – fino al 31 agosto 2025. L'intero iter legislativo, tra esame in Commissione, discussione in Aula e passaggio al Senato, si è svolto mentre lei amministrava il Comune. Non parliamo di giorni, ma di mesi. Mesi in cui si poteva – e si doveva – intervenire nelle sedi istituzionali, politiche e tecniche.
Non lo ha fatto. E non era sola. Accanto a lei c'era un assessore all'agricoltura e allo sviluppo economico, Sabino Rizzi, con deleghe precise su temi strategici per il territorio. Possibile che anche da parte sua non sia arrivato alcun segnale, alcuna iniziativa, alcuna azione concreta su una questione così determinante per il futuro di Minervino Murge?
E questo è il punto politico, prima ancora che amministrativo.
Perché non siamo davanti a un dettaglio tecnico, ma a una scelta strategica: difendere o meno il proprio territorio in un passaggio decisivo. Minervino Murge, pur facendo parte dell'Area Interna Alta Murgia e pur presentando gli stessi indicatori di fragilità socioeconomica dei Comuni inclusi, è stata semplicemente ignorata.
Altro che "parametri altimetrici": qui siamo di fronte a una clamorosa assenza di iniziativa politica e istituzionale.
Viene da chiedersi: a cosa sono serviti i rapporti con esponenti del Governo di centrodestra tanto sbandierati in questi anni? Perché, di fronte a un provvedimento così rilevante – discusso pubblicamente e per lungo tempo – non è stata prodotta alcuna azione concreta e di partito? Nessuna interlocuzione efficace, nessuna pressione politica, nessuna difesa reale degli interessi di Minervino Murge.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il nostro Comune escluso, mentre altri, nello stesso contesto territoriale, sono stati giustamente ricompresi.
Questa non è sfortuna. È incapacità. Ed è una responsabilità politica chiara che coinvolge chi amministrava e chi, dietro le quinte, influenzava le scelte.
Ringraziamo il Commissario straordinario per il tempestivo intervento formale presso gli organi competenti, esercitando pienamente i poteri attribuiti. Un segnale di attenzione che, però, arriva dopo un vuoto politico evidente.
Perché la politica vera si fa prima, non dopo i danni.
L'esclusione di Minervino Murge comporta conseguenze pesantissime: minori trasferimenti, minori opportunità di investimento, minore capacità di contrastare lo spopolamento e sostenere lo sviluppo locale. È una ferita aperta per un territorio già segnato da criticità strutturali.
E allora la domanda resta, semplice e diretta: chi doveva difendere Minervino Murge, sia a livello centrale che locale, dov'era?
Noi non cerchiamo alibi e non accettiamo narrazioni di comodo. Per noi la politica è responsabilità, conoscenza degli atti, presenza nei luoghi decisionali e capacità di incidere davvero.
E su questo, qualcuno ha fallito. In modo evidente. In modo grave. In modo imperdonabile.
Noi continueremo a lavorare, con determinazione, per correggere questa ingiustizia e per riportare Minervino Murge al posto che le spetta. Perché il nostro territorio non può più permettersi superficialità, assenze o, peggio ancora, incapacità».
«Sulla classificazione dei Comuni montani si è consumato un fallimento politico grave, che ha nomi e cognomi precisi. Il Governo ha ridefinito i criteri con la legge n. 131/2025 e con il successivo DPCM attuativo, riscrivendo parametri fermi addirittura al 1952. Il risultato? Minervino Murge è stata esclusa: fuori dai fondi, dalle agevolazioni e dalle politiche nazionali per la montagna.
E oggi qualcuno prova a nascondersi dietro il commissariamento. Una giustificazione inaccettabile e, francamente, offensiva per l'intelligenza dei cittadini.
La realtà è un'altra: l'ex sindaca Mancini era pienamente in carica dal 31 ottobre 2024 – data di incardinamento del disegno di legge alla Camera – fino al 31 agosto 2025. L'intero iter legislativo, tra esame in Commissione, discussione in Aula e passaggio al Senato, si è svolto mentre lei amministrava il Comune. Non parliamo di giorni, ma di mesi. Mesi in cui si poteva – e si doveva – intervenire nelle sedi istituzionali, politiche e tecniche.
Non lo ha fatto. E non era sola. Accanto a lei c'era un assessore all'agricoltura e allo sviluppo economico, Sabino Rizzi, con deleghe precise su temi strategici per il territorio. Possibile che anche da parte sua non sia arrivato alcun segnale, alcuna iniziativa, alcuna azione concreta su una questione così determinante per il futuro di Minervino Murge?
E questo è il punto politico, prima ancora che amministrativo.
Perché non siamo davanti a un dettaglio tecnico, ma a una scelta strategica: difendere o meno il proprio territorio in un passaggio decisivo. Minervino Murge, pur facendo parte dell'Area Interna Alta Murgia e pur presentando gli stessi indicatori di fragilità socioeconomica dei Comuni inclusi, è stata semplicemente ignorata.
Altro che "parametri altimetrici": qui siamo di fronte a una clamorosa assenza di iniziativa politica e istituzionale.
Viene da chiedersi: a cosa sono serviti i rapporti con esponenti del Governo di centrodestra tanto sbandierati in questi anni? Perché, di fronte a un provvedimento così rilevante – discusso pubblicamente e per lungo tempo – non è stata prodotta alcuna azione concreta e di partito? Nessuna interlocuzione efficace, nessuna pressione politica, nessuna difesa reale degli interessi di Minervino Murge.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il nostro Comune escluso, mentre altri, nello stesso contesto territoriale, sono stati giustamente ricompresi.
Questa non è sfortuna. È incapacità. Ed è una responsabilità politica chiara che coinvolge chi amministrava e chi, dietro le quinte, influenzava le scelte.
Ringraziamo il Commissario straordinario per il tempestivo intervento formale presso gli organi competenti, esercitando pienamente i poteri attribuiti. Un segnale di attenzione che, però, arriva dopo un vuoto politico evidente.
Perché la politica vera si fa prima, non dopo i danni.
L'esclusione di Minervino Murge comporta conseguenze pesantissime: minori trasferimenti, minori opportunità di investimento, minore capacità di contrastare lo spopolamento e sostenere lo sviluppo locale. È una ferita aperta per un territorio già segnato da criticità strutturali.
E allora la domanda resta, semplice e diretta: chi doveva difendere Minervino Murge, sia a livello centrale che locale, dov'era?
Noi non cerchiamo alibi e non accettiamo narrazioni di comodo. Per noi la politica è responsabilità, conoscenza degli atti, presenza nei luoghi decisionali e capacità di incidere davvero.
E su questo, qualcuno ha fallito. In modo evidente. In modo grave. In modo imperdonabile.
Noi continueremo a lavorare, con determinazione, per correggere questa ingiustizia e per riportare Minervino Murge al posto che le spetta. Perché il nostro territorio non può più permettersi superficialità, assenze o, peggio ancora, incapacità».
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Minervino 
.jpg)




