
Interventi urbanistici nelle fasce di rispetto cimiteriali, il chiarimento dell’Ordine degli Ingegneri BAT
«Un aggiornamento normativo che può incidere concretamente sull’attività urbanistica dei Comuni e sul lavoro dei professionisti»
martedì 24 febbraio 2026
Comunicato Stampa
Con la Legge di Bilancio 2026 arriva una novità rilevante per l'urbanistica: i Comuni potranno autorizzare interventi anche all'interno delle fasce di rispetto dei cimiteri, purché nel rispetto di specifiche condizioni. Una modifica che introduce maggiore flessibilità rispetto ai vincoli finora previsti.
Su questo aggiornamento normativo l'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Barletta-Andria-Trani ha inviato una comunicazione ai dirigenti dei settori Urbanistica dei Comuni della sesta provincia pugliese, con l'obiettivo di segnalare i possibili effetti della nuova disciplina sulla pianificazione locale e sugli interventi edilizi.
"Si tratta di un aggiornamento normativo che può incidere concretamente sull'attività urbanistica dei Comuni e sul lavoro dei professionisti" spiega Domenico Sgaramella, consigliere dell'Ordine. "Per questo abbiamo ritenuto importante informare tempestivamente gli uffici tecnici, evidenziando le possibili ricadute operative e la necessità di chiarimenti applicativi, soprattutto nei processi di rigenerazione urbana".
Nel dettaglio, la manovra inserisce un nuovo comma all'articolo 338 del Testo unico delle leggi sanitarie, consentendo ai Consigli comunali di dare attuazione a interventi urbanistici nelle zone di rispetto cimiteriale anche in presenza di particolari condizioni urbanistiche: la distanza minima di cinquanta metri dal perimetro dell'impianto e il parere favorevole dell'azienda sanitaria locale, quando gli interventi siano separati dal cimitero da strade pubbliche, infrastrutture o elementi naturali rilevanti, oppure quando si sviluppino in continuità con tessuti edilizi già esistenti sul lato opposto rispetto all'impianto cimiteriale.
Secondo l'Ordine, la novità potrebbe avere riflessi anche su interventi di ristrutturazione urbanistica e su piani di recupero che riguardano edifici situati nella fascia di rispetto cimiteriale dei duecento metri, ambiti nei quali spesso risultano pendenti pratiche di condono edilizio.
Un ulteriore elemento evidenziato nella comunicazione riguarda le premialità volumetriche. La Legge di Bilancio 2026 modifica, infatti, la disciplina nazionale sugli incentivi negli interventi di rigenerazione urbana, stabilendo che tali benefici possano essere riconosciuti anche agli edifici regolarizzati tramite condono edilizio, purché sia stato conseguito il titolo in sanatoria. In questo modo, immobili che in passato erano esclusi potranno accedere a strumenti come aumenti di volume, demolizione e ricostruzione, delocalizzazione delle volumetrie e cambi di destinazione d'uso compatibili.
Alla luce delle novità introdotte dalla normativa statale e del raccordo con le leggi regionali, l'Ordine degli Ingegneri della Provincia Bat invita i Comuni che hanno già deliberato o stanno approvando gli strumenti attuativi — tra questi Canosa di Puglia, Andria e Barletta — a fornire indicazioni chiare agli operatori del settore sulle modalità di applicazione delle premialità volumetriche negli interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione, con o senza delocalizzazione. "L'obiettivo - conclude Sgaramella - è favorire interventi di riqualificazione e dare strumenti più chiari agli enti locali e ai tecnici. In molti casi parliamo di situazioni urbanistiche rimaste sospese per anni, che oggi potrebbero trovare una soluzione nell'ambito delle politiche di rigenerazione urbana".
Su questo aggiornamento normativo l'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Barletta-Andria-Trani ha inviato una comunicazione ai dirigenti dei settori Urbanistica dei Comuni della sesta provincia pugliese, con l'obiettivo di segnalare i possibili effetti della nuova disciplina sulla pianificazione locale e sugli interventi edilizi.
"Si tratta di un aggiornamento normativo che può incidere concretamente sull'attività urbanistica dei Comuni e sul lavoro dei professionisti" spiega Domenico Sgaramella, consigliere dell'Ordine. "Per questo abbiamo ritenuto importante informare tempestivamente gli uffici tecnici, evidenziando le possibili ricadute operative e la necessità di chiarimenti applicativi, soprattutto nei processi di rigenerazione urbana".
Nel dettaglio, la manovra inserisce un nuovo comma all'articolo 338 del Testo unico delle leggi sanitarie, consentendo ai Consigli comunali di dare attuazione a interventi urbanistici nelle zone di rispetto cimiteriale anche in presenza di particolari condizioni urbanistiche: la distanza minima di cinquanta metri dal perimetro dell'impianto e il parere favorevole dell'azienda sanitaria locale, quando gli interventi siano separati dal cimitero da strade pubbliche, infrastrutture o elementi naturali rilevanti, oppure quando si sviluppino in continuità con tessuti edilizi già esistenti sul lato opposto rispetto all'impianto cimiteriale.
Secondo l'Ordine, la novità potrebbe avere riflessi anche su interventi di ristrutturazione urbanistica e su piani di recupero che riguardano edifici situati nella fascia di rispetto cimiteriale dei duecento metri, ambiti nei quali spesso risultano pendenti pratiche di condono edilizio.
Un ulteriore elemento evidenziato nella comunicazione riguarda le premialità volumetriche. La Legge di Bilancio 2026 modifica, infatti, la disciplina nazionale sugli incentivi negli interventi di rigenerazione urbana, stabilendo che tali benefici possano essere riconosciuti anche agli edifici regolarizzati tramite condono edilizio, purché sia stato conseguito il titolo in sanatoria. In questo modo, immobili che in passato erano esclusi potranno accedere a strumenti come aumenti di volume, demolizione e ricostruzione, delocalizzazione delle volumetrie e cambi di destinazione d'uso compatibili.
Alla luce delle novità introdotte dalla normativa statale e del raccordo con le leggi regionali, l'Ordine degli Ingegneri della Provincia Bat invita i Comuni che hanno già deliberato o stanno approvando gli strumenti attuativi — tra questi Canosa di Puglia, Andria e Barletta — a fornire indicazioni chiare agli operatori del settore sulle modalità di applicazione delle premialità volumetriche negli interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione, con o senza delocalizzazione. "L'obiettivo - conclude Sgaramella - è favorire interventi di riqualificazione e dare strumenti più chiari agli enti locali e ai tecnici. In molti casi parliamo di situazioni urbanistiche rimaste sospese per anni, che oggi potrebbero trovare una soluzione nell'ambito delle politiche di rigenerazione urbana".
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