
In Prefettura sottoscritto il protocollo per contrastare lo sfruttamento lavorativo
Il Prefetto Anania: «Approccio sinergico a tutela della legalità del lavoro e dei diritti fondamentali della persona»
giovedì 5 febbraio 2026
Comunicato Stampa
Rafforzare la rete istituzionale, prevenire le situazioni di abuso, far emergere il lavoro irregolare e accompagnare le vittime verso percorsi concreti di tutela e reinserimento. Con questi obiettivi, presso il Palazzo del Governo è stato sottoscritto il Protocollo Provinciale Multiagenzia per il contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato, promosso dalla Prefettura di Barletta Andria Trani come cabina di regia del coordinamento territoriale. All'intesa hanno aderito la Regione Puglia, le Forze di Polizia, la Procura della Repubblica di Trani, l'Ispettorato del Lavoro, INPS, INAIL, ARPAL Puglia, ASL BAT, i Comuni della provincia, l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, le Commissioni territoriali per la protezione internazionale, le organizzazioni sindacali e datoriali e numerosi enti del Terzo Settore impegnati nei servizi di tutela sociale.
Il Protocollo si inserisce nel quadro delle strategie nazionali e regionali già operative – dal Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura alle linee guida StatoRegioni per l'identificazione e l'assistenza delle vittime, fino al Piano nazionale contro la tratta e al rafforzamento degli strumenti normativi introdotti negli ultimi anni – e traduce tali indirizzi in azioni concrete a livello provinciale, con un approccio integrato che unisce prevenzione, vigilanza, repressione dei reati e protezione delle persone.
Le analisi condotte sul territorio BAT, anche attraverso i progetti S.PR.INT. coordinati dalla Prefettura, hanno evidenziato una presenza diffusa di forme di cosiddetto "lavoro grigio": contratti formalmente regolari ma caratterizzati da retribuzioni inferiori al dovuto, orari e riposi non rispettati, sotto-dichiarazione delle giornate lavorate e mansioni improprie. I settori maggiormente esposti risultano i servizi, il turismo stagionale, il lavoro domestico, l'attività estrattiva nelle cave e, in ambito agricolo, il lavoro stagionale di manodopera straniera.
Per rispondere in modo strutturale a queste criticità, l'intesa prevede un sistema coordinato di interventi: informazione e formazione dei lavoratori e degli operatori dei centri di accoglienza, mappatura dei fabbisogni occupazionali e delle aree a rischio, utilizzo di mediatori linguistico-culturali durante le ispezioni, rafforzamento della collaborazione tra enti ispettivi e autorità giudiziaria, procedure condivise per l'emersione dei casi, la valutazione multidimensionale dei bisogni e l'invio ai servizi competenti. Elemento centrale sarà l'istituzione di un Tavolo permanente sul contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato, in seno al Consiglio Territoriale per l'Immigrazione, quale sede stabile di confronto e coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti.
Qui saranno definite procedure operative comuni per la presa in carico integrata delle vittime, dall'assistenza legale e socio-sanitaria al sostegno abitativo, fino ai percorsi di lingua italiana, formazione professionale e inserimento lavorativo. Il Protocollo, che ha durata triennale, è concepito come strumento di collaborazione istituzionale e non comporta oneri finanziari diretti per i sottoscrittori, puntando sulla messa a sistema delle risorse e delle competenze già presenti sul territorio.
«Con questa intesa – ha dichiarato il Prefetto Flavia Anania – consolidiamo un presidio permanente contro ogni forma di sfruttamento. La legalità del lavoro e la dignità della persona sono condizioni essenziali per lo sviluppo del territorio. Solo un'azione condivisa, che unisca controlli efficaci e percorsi di protezione e inclusione, può produrre risultati concreti e duraturi».
Il Protocollo si inserisce nel quadro delle strategie nazionali e regionali già operative – dal Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura alle linee guida StatoRegioni per l'identificazione e l'assistenza delle vittime, fino al Piano nazionale contro la tratta e al rafforzamento degli strumenti normativi introdotti negli ultimi anni – e traduce tali indirizzi in azioni concrete a livello provinciale, con un approccio integrato che unisce prevenzione, vigilanza, repressione dei reati e protezione delle persone.
Le analisi condotte sul territorio BAT, anche attraverso i progetti S.PR.INT. coordinati dalla Prefettura, hanno evidenziato una presenza diffusa di forme di cosiddetto "lavoro grigio": contratti formalmente regolari ma caratterizzati da retribuzioni inferiori al dovuto, orari e riposi non rispettati, sotto-dichiarazione delle giornate lavorate e mansioni improprie. I settori maggiormente esposti risultano i servizi, il turismo stagionale, il lavoro domestico, l'attività estrattiva nelle cave e, in ambito agricolo, il lavoro stagionale di manodopera straniera.
Per rispondere in modo strutturale a queste criticità, l'intesa prevede un sistema coordinato di interventi: informazione e formazione dei lavoratori e degli operatori dei centri di accoglienza, mappatura dei fabbisogni occupazionali e delle aree a rischio, utilizzo di mediatori linguistico-culturali durante le ispezioni, rafforzamento della collaborazione tra enti ispettivi e autorità giudiziaria, procedure condivise per l'emersione dei casi, la valutazione multidimensionale dei bisogni e l'invio ai servizi competenti. Elemento centrale sarà l'istituzione di un Tavolo permanente sul contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato, in seno al Consiglio Territoriale per l'Immigrazione, quale sede stabile di confronto e coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti.
Qui saranno definite procedure operative comuni per la presa in carico integrata delle vittime, dall'assistenza legale e socio-sanitaria al sostegno abitativo, fino ai percorsi di lingua italiana, formazione professionale e inserimento lavorativo. Il Protocollo, che ha durata triennale, è concepito come strumento di collaborazione istituzionale e non comporta oneri finanziari diretti per i sottoscrittori, puntando sulla messa a sistema delle risorse e delle competenze già presenti sul territorio.
«Con questa intesa – ha dichiarato il Prefetto Flavia Anania – consolidiamo un presidio permanente contro ogni forma di sfruttamento. La legalità del lavoro e la dignità della persona sono condizioni essenziali per lo sviluppo del territorio. Solo un'azione condivisa, che unisca controlli efficaci e percorsi di protezione e inclusione, può produrre risultati concreti e duraturi».
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