Il Pd critica ancora l'amministrazione sulla querelle con la onlus Casa del samaritano

«Il Comune avrebbe dovuto costituirsi nel giudizio di merito, opporsi alla sentenza inappellabile del Tar non ha senso e costa anche 10.000 euro di soldi pubblici»

giovedì 12 gennaio 2023 10.48
Nuovo intervento del gruppo Minervino più (che rappresenta di fatto il Partito Democratico nella cittadina murgiana) a proposito della vicenda giudiziaria che ha coinvolto il Comune e la onlus Casa del samaritano.

«Con delibera di Giunta n° 2 del 3 gennaio il Comune si è costituito in giudizio per opporsi all'esecuzione di una sentenza inappellabile nel merito, impegnando preventivamente una somma di 10 mila euro. Forse si sono confusi o non hanno letto bene le motivazioni. Sul ricorso, il Tar di Bari si è pronunciato definitivamente con la "condanna del Comune di Minervino Murge ex articoli 30, comma 1, 31, comma 3 e 34, comma 1, lettera C all'adozione del permesso di costruire richiesto dalla ricorrente". Quali sono le motivazioni di questa opposizione? Hanno commesso un errore? Vogliono assumere atteggiamenti vessatori nei confronti dell'associazione? In atti ufficiali dichiarano di essere d'accordo per la realizzazione dell'intervento, ma in privato sono contrari? Sono in confusione? Vogliono scaricare la responsabilità solo sull'architetto Marco Giorgio prendendone le distanze? Infatti, il primo provvedimento conseguente adottato è la rimozione dello stesso dall'incarico di responsabile» hanno spiegato da Minervino più.

«Come avevamo già segnalato in un precedente comunicato, bisognava costituirsi nel giudizio di merito per difendere le ragioni dell'Ente e non opporsi all'esecuzione di una sentenza inappellabile, magari incaricando lo stesso avvocato, professionista di alto profilo» è quanto osservato dal gruppo politico.

«Avevamo garantito ai cittadini che avremmo vigilato su ogni centesimo speso in più per questa vicenda: purtroppo i primi 10.000 euro sono andati, non saranno gli unici perché il giudizio determinerà il commissariamento che costerà altre migliaia di euro per le casse comunali. L'incapacità amministrativa manifesta non produce dovute dimissioni ma solo danni alle casse comunali, negando la realtà adducendo responsabilità su chi amministrava prima; dimenticando che chi amministrava prima di loro erano sempre loro» hanno aggiunto.

«Vogliamo ricordare, per rimarcare la loro considerevole incapacità, che parte di quei soldi potevano essere utilizzati per mettere in sicurezza, per pedoni e automobilisti, via Lavello (ex strada provinciale 64), ormai da mesi ridotta ad un colabrodo e fonte di numerosi pericoli. Scaricando su altri (come sempre hanno fatto) le proprie responsabilità, giustificando il tutto da eventuali competenze provinciali sulla strada, dimenticando che il primo compito di un sindaco e di un'amministrazione è quello di garantire la sicurezza dei propri cittadini (anche intervenendo su strade provinciali) per poi verificare le competenze ed agire in rivalsa. Meditiamo».