L’associazione LAV di Minervino celebra il Giorno del Ricordo

Il giovane Teodosio Pellegrino, membro di LAV, ha realizzato un disegno per sottolineare che il ricordo è un impegno civile

martedì 10 febbraio 2026 15.17
A cura di ARIANNA RIONTINO
In occasione del Giorno del Ricordo, che si celebra ogni anno il 10 febbraio, la Libera Associazione di Volontariato (LAV) di Minervino, rende omaggio alla memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata. Questo ricordo della tragedia serve a custodire e a preservare i valori della dignità umana, della pace e della convivenza civile.

Per l'occasione è stato pubblicato sui social un disegno realizzato da uno dei giovani soci dell'associazione LAV, il 19enne Teodosio Pellegrino.

«Per noi di LAV - spiega la presidente Saba Orecchia - c'è particolare attenzione a questa giornata poiché la nostra associazione oltre ad essere intestata e dedicata a Salvatore Pietrocola, vittima delle foibe, è anche dedicata a Mario Fusano, di origini minervinesi che è deceduto nelle foibe».

«La Giornata del Ricordo - racconta il giovane Teodosio Pellegrino, autore del disegno - non è una semplice ricorrenza sul calendario, ma un momento necessario per fermarsi a riflettere su una delle pagine più dolorose e a lungo dimenticate della storia italiana. Le foibe rappresentano una ferita profonda, non solo per la brutalità delle violenze compiute, ma anche per il silenzio che per anni ha avvolto le vittime e le loro famiglie. Ricordare significa restituire dignità a chi è stato privato non solo della vita, ma anche della memoria. Tra le tante vite spezzate ricordiamo quella del minervinese Mario Fusano, regio carabiniere in servizio prima a Trieste e poi a Gorizia, trucidato nella foiba di basovizza. Ad esso è dedicata la nostra associazione, infoibato senza colpa, non per qualcosa che aveva fatto, ma per ciò che rappresentava: un italiano in un contesto segnato dall'odio ideologico e nazionale. Pensare a Mario Fusano significa pensare a una vita interrotta ingiustamente, a una famiglia privata di un affetto, a un futuro cancellato. Le foibe non furono solo luoghi fisici di morte, ma anche il simbolo di una disumanizzazione totale, in cui l'altro non era più visto come persona, ma come nemico ideologico da eliminare. Questo rende ancora più importante il ricordo: non per alimentare il rancore, ma per comprendere fino a che punto l'odio umano possa spingersi. Dimenticare significherebbe permettere che simili tragedie possano ripetersi. Il ricordo non è solo un dovere morale, ma un impegno civile. Solo attraverso una memoria consapevole e condivisa è possibile costruire una società più giusta, capace di riconoscere gli errori del passato e di non ripeterli nel futuro».
L’associazione LAV di Minervino celebra il Giorno del Ricordo